L'Architettura di Kazuyo Sejima

(22 novembre ore 18.30)

 

Kazuyo Sejima, che prima di aprire un suo studio ha lavorato alcuni anni per quello di Toyo Ito, sembra averne ereditato il modo di utilizzare i materiali con i quali riesce ad esprimere leggerezza. Nel suo lavoro, in cui tende a considerare l’intero spazio come un’unità funzionale è abile nel creare nuove forme architettoniche che si distinguono per l’apparente semplicità. Ciò a cui aspira è riuscire ad esprimere un senso di apertura e creare un rapporto diretto, di continuità fra l’interno e l’esterno dell’edificio, che si manifesta nel suo interesse verso l’attività che i fruitori vi svolgeranno e come lo utilizzeranno. La sua è una architettura che si adatta con perfetta sobrietà al contesto in cui viene realizzata. Il suo metodo di lavoro, chiamato diagram architecture, si sviluppa attraverso innumerevoli piante e modelli tridimensionali di studio. Dalla collaborazione con Ryue Nishizawa con il quale condivide il marchio SANAA firma opere architettoniche in tutto il mondo, premiate quest’anno con il Prietzker Prize grazie al loro essere al contempo “delicate, ma potenti, precise e fluide”.

Kazuyo Sejima si laurea in architettura nel 1981 presso la Japan Woman’s University. Lavora dapprima nello studio di Toyo Ito, per poi fondarne uno proprio a Tokyo nel 1987. Nel 1995 fonda insieme a Ryue Nishizawa lo studio SANAA con il quale firma in tutto il mondo alcune fra le opere architettoniche più innovative come, fra gli altri, il 21st Century Museum of Contemporary Art di Kanazawa che le vale nel 2004 il Leone d’Oro per l’opera più significativa della 9. Mostra Internazionale di Architettura alla Biennale di Venezia. Già quattro anni prima nel 2000 aveva allestito con Ryue Nishizawa il Padiglione giapponese in occasione dell’esposizione City of Girls alla 7. Mostra Internazionale di Architettura. Con lo studio SANAA vince nel maggio di quest’anno il Pritzker Architecture Prize. Le sue opere architettoniche si trovano oltre che in Giappone, in Germania, Inghilterra, Francia, Paesi Bassi e Stati Uniti.

 

INGRESSO LIBERO

 

Istituto Giapponese di Cultura

via Antonio Gramsci 74 - 00197 Roma

tel 06 3224754 / 94 

 

 

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TOKORODE - Il Giappone a Roma

Tokorode nella lingua giapponese significa "a proposito", ma anche "nel luogo".

 

La scelta di questa espressione racchiude perfettamente nel suo gioco di parole la volontà di mettere in collegamento, attraverso un "luogo virtuale", le varie realtà che si occupano di Giappone a Roma.

 

Questo sito è un progetto che nasce dall’iniziativa di quattro yamatologi laureati in Lingue e Civiltà Orientali presso l'università "La Sapienza" di Roma, testimoni del crescente interesse di cui sta godendo la cultura giapponese in Italia dall’ultimo decennio a questa parte.


Questa attenzione sempre maggiore per la cultura nipponica ha prodotto iniziative lodevoli e molto interessanti. Di contro, però, è andata crescendo nei conoscitori della vera cultura del Sol Levante la triste consapevolezza che non sempre quello che viene proposto per giapponese ne rispecchia l’originale cultura, sia essa tradizionale o moderna.


Molto spesso, infatti, a Roma e non solo, la cultura giapponese viene diffusa tramite iniziative volte ad attirare le persone per un fine puramente commerciale, enfatizzando aspetti che di originale giapponese spesso hanno ben poco (mercatini colmi di "giapponeserie", cibi spacciati per giapponesi ma dalle dubbie origini, cartoni animati vissuti come mode da seguire o vite da plasmare…).

 

L’intento di TOKORODE è proprio quello di scoprire e promuovere quegli eventi e quelle iniziative che propongono la cultura giapponese vera e tradizionale.

 

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INTERVISTA A...

ENGAKU TAINO