TAKASHI MURAKAMI

(13 novembre - 22 gennaio 2011)

Il noto artista contemporaneo, reduce dalla imponente esposizione ancora in corso al Castello di Versailles, presentera’ a Roma un nuovo ciclo di lavori inediti ispirati alla tradizione pittorica giapponese.


L’associazione del rosso e del blu con una creatura che per lungo tempo è stata considerata
simbolo del destino di ognuno è il tentativo di riaffermare la mia devozione per l’arte: il processo
creativo di questi dipinti è stato come un’offerta votiva.

Takashi Murakami


Gagosian Gallery presenterà due nuovi dipinti di Takashi Murakami in occasione della sua prima mostra monografica a Roma.


Le due imponenti opere, Dragon in Clouds – Red Mutation e Dragon in Clouds – Indigo Blue, sono composte ciascuna da nove pannelli per una lunghezza totale di diciotto metri. I dipinti raffiguranti dragoni e nuvole, conosciuti come Unryūzu, sono stati fondamentali punti di riferimento anche per Soga Shōhaku, artista giapponese del Settecento la cui creatività eccentrica e coraggiosa è stata di grande ispirazione per Murakami. Queste peculiari rappresentazioni della tradizione mitologica giapponese hanno permesso a Shōhaku di immergersi in un mondo fantastico in cui ricche macchie di inchiostro tendono all’astrazione, trasformando il drago in un mostro animato che contrasta con rappresentazioni più benigne e convenzionali. A differenza delle connotazioni negative dell’iconografia occidentale, il dragone giapponese – risultante dell’iconografia buddhista nata in India e migrata poi in Cina e Giappone – è considerato simbolo di buona fortuna ed ottimismo. Numerosi templi shintoisti e buddhisti in Giappone sono dedicati al dragone, denotando così il prestigio della creatura.
Nonostante queste opere monocromatiche in acrilico si differenzino dalla precedente tavolozza multicolore dell’artista, Murakami continua a trarre ispirazione da varie fonti: dai simboli religiosi del Giappone fino al popolare videogioco Blue Dragon. In Dragon in Clouds – Red Mutation, i contorni volumetrici delle energiche forme circolari e dei grandi artigli si distendono sulla tela, mentre il gioco di chiaroscuro delle squame sul corpo del dragone replica gli effetti dei dipinti saturi di inchiostro di Shōhaku.

 

Il “drago rosso” fa riferimento all’eponimo romanzo di Thomas Harris, ispirato alla serie di acquerelli Great Red Dragon di William Blake, oltre che ai generosi poteri attribuiti dalla cultura orientale a questa creatura. In Dragon in Clouds – Indigo Blue, segni vorticosi circondano le pupille del drago e, assieme alle narici dilatate e ai baffi serpeggianti, creano un turbolento insieme visivo. Le dimensioni dei dipinti di Murakami rimarcano l’intensità psicologica necessaria alla creazione di un’immagine che ha provocato forti reazioni quando fu per la prima volta collocata nei templi giapponesi secoli fa. Nelle rielaborazioni monumentali di Murakami, il dragone diventa un elemento anticipatore del legame intrinseco fra arte e psiche.


Nel suo caratteristico stile “Superflat,” che utilizza raffinate tecniche pittoriche della tradizione giapponese per creare una rappresentazione bidimensionale carica di contenuti pop, manga ed otaku, Murakami spazia liberamente all’interno di un campo in continua espansione di problematiche estetiche e spunti culturali. Parallelamente ai rinomati temi utopici e distopici che raffigurano masse di fiori sorridenti, fumettistiche scene apocalittiche e le figure cult di DOB, Mr. Pointy, Kaikai e Kiki, l’artista rivitalizza storie di trascendenza ed illuminazione spirituale, spesso includendo ulteriori figure di sapienti. Riprendendo i soggetti religiosi e secolari prediletti dagli artisti giapponesi del periodo moderno cosiddetti “eccentrici” o anticonformisti (comunemente considerati controparte della tradizione occidentale romantica), Murakami si pone nell’eredità di forte individualismo da questi lasciata ma in una maniera che gli è propria e che rispecchia la sua epoca.


Takashi Murakami nasce nel 1962 a Tokyo, dove effettua gli studi universitari ed il dottorato presso la Tokyo University of the Arts. Nel 1996 fonda a Tokyo la Hiropon Factory, successivamente trasformata in Kaikai Kiki, società di management e produzione artistica. Oltre a realizzare i progetti artistici di Murakami, Kaikai Kiki funge anche da promotore di artisti emergenti. L’artista è inoltre curatore, imprenditore culturale, e osservatore critico della società giapponese contemporanea. Nel 2000, Murakami organizza un’esposizione di arte giapponese dal titolo “Superflat”, che in modo paradigmatico rivela tracce dell’arte tradizionale giapponese nella cultura visiva pop del Giappone odierno. L’artista ha proseguito questa ricerca in mostre di grande impatto quali "Coloriage" (Fondation Cartier pour l'Art Contemporain, Parigi, 2002) e "Little Boy: The Art of Japan's Exploding Subcultures" (Japan Society, New York, 2005). Tra le recenti mostre personali dell’artista si annoverano il Museum of Contemporary Art di Tokyo (2001), il Museum of Fine Arts di Boston (2001), e "Kaikai Kiki" presso la Fondation Cartier pour l'Art Contemporain di Parigi e la Serpentine Gallery di Londra (2002). Un’ampia retrospettiva è stata inaugurata nel 2007 presso il Museum of Contemporary Art di Los Angeles, presentata poi fra il 2008 ed il 2009 al Brooklyn Museum di New York, il Museum für Moderne Kunst di Francoforte, ed il Guggenheim Museum di Bilbao. La sua attuale mostra al Château de Versailles è in corso fino al 12 dicembre 2010.
Murakami vive e lavora tra Tokyo, New York e Los Angeles.

 

All'inaugurazione sabato 13 novembre, dalle ore 18 alle 20 sarà presente l'artista.


dal 13 novembre al 22 gennaio 2010

Orari: da  Martedì a Domenica

dalle 10.30 alle 19.00 e su appuntamento

 ingresso libero

 

Gagosian Gallery

Via Francesco Crispi 16, Roma

+39 0642746429

roma@gagosian.com

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TOKORODE - Il Giappone a Roma

Tokorode nella lingua giapponese significa "a proposito", ma anche "nel luogo".

 

La scelta di questa espressione racchiude perfettamente nel suo gioco di parole la volontà di mettere in collegamento, attraverso un "luogo virtuale", le varie realtà che si occupano di Giappone a Roma.

 

Questo sito è un progetto che nasce dall’iniziativa di quattro yamatologi laureati in Lingue e Civiltà Orientali presso l'università "La Sapienza" di Roma, testimoni del crescente interesse di cui sta godendo la cultura giapponese in Italia dall’ultimo decennio a questa parte.


Questa attenzione sempre maggiore per la cultura nipponica ha prodotto iniziative lodevoli e molto interessanti. Di contro, però, è andata crescendo nei conoscitori della vera cultura del Sol Levante la triste consapevolezza che non sempre quello che viene proposto per giapponese ne rispecchia l’originale cultura, sia essa tradizionale o moderna.


Molto spesso, infatti, a Roma e non solo, la cultura giapponese viene diffusa tramite iniziative volte ad attirare le persone per un fine puramente commerciale, enfatizzando aspetti che di originale giapponese spesso hanno ben poco (mercatini colmi di "giapponeserie", cibi spacciati per giapponesi ma dalle dubbie origini, cartoni animati vissuti come mode da seguire o vite da plasmare…).

 

L’intento di TOKORODE è proprio quello di scoprire e promuovere quegli eventi e quelle iniziative che propongono la cultura giapponese vera e tradizionale.

 

Buona navigazione!

INTERVISTA A...

ENGAKU TAINO